mankell-l’uomo inquieto

L’impianto narrativo è lo stesso dei precedenti romanzi di Mankell :un fatto del passato fa da sfondo alla storia che si svolge nel presente. Il racconto dell’indagine si intreccia con la storia personale del commissario,un Wallander sempre più cupo e sfiduciato ; l’incontro con la donna con la quale avrebbe potuto,anni addietro,costruire una vita insieme acuisce il suo il rimpianto per ciò che non è stato.
Il romanzo è l’ultimo della serie con questo personaggio e non potrebbe essere che così.

16 thoughts on “mankell-l’uomo inquieto

  1. Ciao Mariella, guarda caso è proprio il libro che sto leggendo ora, appena iniziato ieri sera.
    Ho l’impressione pure io che il nostro commissario stia diventando sempre più chiuso, vedremo che effetto gli farà ora l’essere diventato nonno!
    Bene questo tuo impianto, interessante, peccato che ti sia perso precedenti commenti, almeno il mio sul post di De Villiers.
    UN abbraccio e l’augurio di una felice settimana!

  2. Ciao Mariella, sono verso la fine de “L’uomo inquieto” e devo dire che, pur essendo scritto con una cura e precisione straordinaria, per quanto riguarda gli aspetti caratteriali e comportamentali del commissario Wallander e degli altri personaggi presenti, stavolta lo trovo un pò pallosetto, forse perchè è lo stesso protagonista ad essere troppo spesso scorbutico da irritare anche chi legge delle sue azioni.
    Devo dire anche che mi manca un pò della coralità investigativa dei precedenti thriller .
    Non so se il mio è un giudizio prematuro, rispetto alle 50 pagine che mi mancano.
    Forse è per il desiderio di mandarti un affettuoso saluto per oggi.
    Una domanda: è indifferente la sequenza dei libri col commissario Charitos?
    Un bacio, ciao!

    • ciao sergio
      si questo romanzo è un po’ in tono minore…….il giudizio penso lo manterrai fino alla fine…………..Mankell ha voluto dare l’addio alla serie Wallander in questo modo…..
      bacioni!

      • Hai ragione, ora che l’ho finito concordo con te.
        Mi domando da dove possono aver tratto tutti quei telefilm che avevano dato su Rete4, non attinenti agli episodi pubblicati in Italia, con Wallander protagonista, accanto alla figlia Linda, già poliziotta.
        Un Wallander ben diverso, più normale, che non aveva nulla a che fare col personaggio progressivamente declinato, fino al suo addio dalla scena che abbiamo letto in quest’ultimo libro.
        Sopratutto un personaggio che avrebbe potuto essere protagonista finchè Mankell avesse avuto voglia di scrivere, ma forse quello sarà stata una riduzione televisiva, dove solo i personaggi sono gli stessi, mentre gli episodi saranno stati scritti da chissà chi.
        Ciao, buona giornata a te!

      • Ciao Mariella, da lunedì prossimo, su Rai3 ed in seconda serata, ci saranno nuovi episodi del commissario Wallander!
        Nuovi rispetto a quelli trasmessi un pò di tempo fa su Rete4, pure con un volto differente, nell’interprete del commissario.
        Prova a vederlo, io non so se lo potrò fare, ho sempre la sagra!

  3. ciao sergio
    lunedi scorso ,avevo fatto tardi con la cena!,e sui RAI3 c’era proprio un film wallander ma che,a mio parere,poco ha a che vedere con il commissario che tanto ci piace!penso che registrerò cmq gli episodi per vedermeli con calma………..buona giornata e ancora niente sas in edicola ,quando arriva sms

  4. Il commissario Walander lo seguo, per meglio dire a questo punto l’ho seguito sin dall’inizio. Credo che questo libro finale concluda bene la sua storia nel mondo della narrativa. Un personaggio solitario, complesso e sempre molto, anzi troppo a volte, critico nei confronti del mondo. RIsente della difficoltà di rapportarsi con gli altri, (colleghi, moglie, figlia e nell’ultimo non ha tempo sufficiente per la nipotina) tipici del mondo scandinavo. Per i temi che toccano i sentimenti almeno, ricorda molto i personaggi di Nesbo o della Holt, altri grandi del noir scandinavo. Per il resto la scelta di Marsiglio, riguardo i traduttori si é sempre rivelata azzeccata e ciò credo che abbia influito sul suo successo in Italia. Forse non ecclatante, ma chi ne ha letto uno, dei romanzi di Mankell, ha certamente continuato sino alla fine Cercando e leggendoli tutti. Ne sono l’esempio.
    E’ sempre un piacere parlare di libri. Grazie.

    • Della Holt li ho letti tutti,tra le due serie di personaggi preferisco Vik e stubo.Altri autori che mi piacciono molto sono Hakan Nesser,Asa Larsson ,Camilla Lackberg.
      Non conosco Nesbo ,guarderò in libreria
      Quando un autore mi piace non posso fare a meno di cercare tutti i suoi romanzi !
      Grazie per il commento

  5. Mi permetto di consigliarti anche GW Persson – “IN CADUTA LIBERA COME IN UN SOGNO” – di cui é uscito un nuovo libro che ho visto alla Feltrinelli di Milano Centrale. E’ meno cupo degli altri, forse perché il suo lavoro da giornalista lo trasmette nel suo essere scrittore. E’ singolare che tra i personaggi compaia proprio Anne Holt, all’epoca in forza alla Polizia Svedese. Poi se ti piacciono gli scandinavi da non perdere assolutamente il duo Sjowall-Walhloo (Le o hanno la dieresi) con il loro commissario Beck. Gialli degli anni settanta che hanno la caratteristica di dipingere anche la società svedese di quegli anni, con annessi e connessi, Peccato che la coppia ne abbia scritto solo 9. Mi manca l’ultimo, ma spero di trovarlo.
    Dimenticavo: se cerchi Nesbo, ti conviene iniziare la lettura da “Il Pettirosso”, così da inquadrare meglio il personaggio e la sua evoluzione. Nesbo ama fare riferimenti alle sue opere e ci si può trovare spazzati, a volte.
    Si é capito che amo il poliziesco, vero?🙂
    Bene, buona lettura.

    ps: dimenticavo: Vihi e il suo comm. Bordelli é unico! Un grande!

      • Grazie per i suggerimenti che terrò senz’altro presenti e poi ti dirò !
        Tra gli altri che ho aggiungo Kjell Ola Dahl ma mi piace meno,ho pure provato la Marklund ma non mi ha entusiasmato….
        La trilogia del millennio …a me e’ piaciuto moltissimo il primo che ritengo più “giallo”rispetto agli altri 2 più noir …
        Bordelli e’ il mio eroe !
        Per il libro mancante hai provato CVL ?solitamente io trovo
        Buona lettura a te!

  6. In Scandinavia oramai rimango con Nesbo e la Holt. Ho letto un islandese, dal nome impronunciabile e altrettanto difficile da scrivere, ma non ha suscitato che un tiepido plauso Anche Edwarson, che tanto mi hanno decantato é un po’ sciapo per i miei gusti. La Lackberg … insomma … dovrei leggere il nuovo romanzo. La trilogia del millennio? Sicuramente il primo é il puù avvincente dei tre da 10.
    Ma poi a ben vedere, nulla manca a Vichi e il suo Bordelli, Varesi con il suo stropicciato Soneri; Lucarelli con Coliandro; Dazieri e il suo “Gorilla”; Pederiali e la sua Camilla; Camilleri e il mitico Montalbano e perché no anche a Faletti e per ultimo una chicca da non sottovalutare. Dalla Sellerio Marco Malvaldi, giallista sui generis, ma divertente e arguto, con una squadra di vecchietti terribili. Te lo consiglio.
    Quando vuoi parlar di libri, bussa pure.

  7. Ti rispondo qui perché nel tuo blog non so,dove farlo!
    Ho “assaggiato” marvaldi nei ” racconti di natale” ma i suoi vecchietti non mi hanno preso molto….forse dovrei provare a prendere il primo e vedere meglio….
    Di Lucarelli un personaggio che mi e’ piaciuto molto e il commissario DeLuca ma pure gli altri non sono male.Soneri mi piace molto e pure Montalbano
    Hai letto Bruno Morchio con il suo Bacci Pagano?a me piace tantissimo
    Dazieri e Pederiali non li ho mai letti

  8. Malvaldi nei romanzi ha quel guizzo, che non guasta ed é una lettura facile, piana, divertente.Libera la mente e fa passare ore piacevoli.
    Dazieri forse é fin troppo come dire: “giovanilistico”, ma é giusto per tenersi al passo con un certo slang.
    Pederiali é attento a costruire le sue storie provinciali. Senti l’influenza della provincia,soprattutto quando la storia ti sembra un po’ tirata via, ma é caratteristica della mentalità e quindi il difetto si trasforma in pregio.
    Se si vuole aspirare ad una provincia più carogna e buia non ti rimane che Carlotto e il suo “Alligatore”.

    Per commentare usa pure la strada che hai preso in precedenza. Quella dei racconti brevi. Il tuo passaggio, mi ha fatto venie in mente che ne ho ancora qualcuno da postare.
    A presto

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